Il Blog di Scriveròben

Approfondimenti e curiosità sui problemi del gesto grafico, sulla rieducazione e sul meraviglioso mondo della scrittura.

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LA SCRITTURA È MOVIMENTO: L’IMPORTANZA DELLA GRAFO-MOTRICITÀ

Il MOVIMENTO è il motore di tutto l’atto scrittorio. Grazie al MOVIMENTO corretto, il bambino scopre e dà voce gradualmente al suo ritmo interiore che si esprime attraverso il comportamento grafico, unico e irripetibile.

Per scrivere è necessario mettere in MOVIMENTO non solo la mente, ma anche tutto il corpo. Si tratta di un processo che vede la partecipazione di numerose capacità: neurologiche, cognitive, linguistiche, fonologiche, visuo-percettive, grafo-motorie, attentive, mnemoniche, emotive, ecc. 

IMPARARE A SCRIVERE E IMPARARE A LEGGERE: DUE MODELLI DIFFERENTI 

La scrittura non è un’attività che si acquisisce spontaneamente, ma a cui dobbiamo essere educati – ed “educati bene!” -. 

Purtroppo il nostro sistema scolastico soffre di una superficialità generale, che non trasmette all’apprendimento della scrittura la stessa importanza attribuita invece a quello della lettura. Il risultato è che, molto spesso, i bambini non sono adeguatamente accompagnati in questo percorso di apprendimento.

Per l’insegnamento della scrittura si tende ad utilizzare la stessa metodologia che viene adottata per quello della lettura: vengono, ad esempio, presentate le 5 vocali (la cui struttura morfologica richiede 3 MOVIMENTI distinti da presentare gradualmente in base al livello di difficoltà) a cui successivamente vengono anteposte le varie consonanti, in modo da formare le coppie di sillabe.
Un altro metodo largamente utilizzato è quello di introdurre i 4 modelli calligrafici contemporaneamente, richiedendo ai bambini la ripetizione pedissequa della stessa lettera nelle 4 forme distinte. Non viene affatto considerato il movimento che sta dietro alla forma delle lettere che muta, proprio per MOVIMENTO in base al modello.

Invece di facilitare il bambino, questo metodo di insegnamento della scrittura lo ostacola nel suo apprendimento, rendendolo più difficoltoso e confusionario. È importante fare una distinzione netta tra l’apprendimento della lettura e quello della scrittura si tratta di due abilità completamente diverse che richiedono diversi metodi di insegnamento. 

IL METODO DINAMICO: SVILUPPARE UN GRAFISMO FUNZIONALE

La scrittura è MOVIMENTO in quanto comportamento grafico. Qualsiasi comportamento è l’unione indissolubile tra mente e corpo, attraverso cui l’essere umano interagisce con il proprio ambiente.  È davvero curioso come l’acquisizione della scrittura venga considerata cosa scontata e mera transcodifica di suoni in FORMA simbolico/letterale. Attraverso la scrittura il linguaggio si concretizza in qualcosa di permanente. Per questo motivo è necessario dare la giusta importanza ai processi di questa concretizzazione.

Occorre considerare che la scrittura può concretizzarsi in FORMA, solo ed esclusivamente attraverso il MOVIMENTO. Parlare di grafomotricità significa parlare di MOVIMENTO grafico e non di forma.

Solo se il bambino riceverà dagli educatori delle coordinate precise riguardo al MOVIMENTO “corpo-mente” che dovrà attuare per arrivare alla forma, potrà sviluppare un grafismo funzionale

Nell’acquisizione dell’alfabeto, che la Grafologa Marcia Sozzi chiama di MOVIMENTO, non vengono presentate le lettere dalla “a” alla “z” o le vocali precedute dalle consonanti. Il metodo dinamico prevede che venga presentato un primo MOVIMENTO a cui afferiscono tutte le lettere proprie di quello specifico MOVIMENTO, per poi passare via via ai MOVIMENTI più elaborati delle lettere successive. 

È importantissimo presentare i MOVIMENTI dai più semplici ai più complessi, ed esaminare poi le lettere che appartengono a quello specifico MOVIMENTO. Questa gradualità tiene conto delle difficoltà che il bambino incontra inevitabilmente nel suo primo apprendimento della scrittura.

Per eseguire una lettera e collegarla poi alle altre, il bambino deve conoscere il punto da cui deve partire, quale direzione perseguire, come unire le letterine, e così via. Questo esercizio analitico favorisce la concentrazione del bambino e lo aiuta a trattenere nella mente il gesto grafico che risulterà sempre meno incerto con l’esercizio e la maturazione fisiologica. 

La scrittura è una conquista lenta e progressiva. Per questo motivo è più rispettoso garantire al bambino un futuro senza ostacoli nella sua espressione grafica, attraverso un accompagnamento graduale e paziente, piuttosto che velocizzare il processo di apprendimento non tenendo conto di tutti i rischi che ne sono connessi.


“EDUCARE” ALL’INSEGNAMENTO PER EDUCARE ALL’APPRENDIMENTO DELLA SCRITTURA

Insegnare a scrivere in modo “sano”, significa promuovere la FUNZIONALITÀ DEL GESTO, per facilitare l’acquisizione di una capacità scrittoria che possa evolversi nel modo migliore e al passo della crescita personale dell’individuo. 

Essendo la scrittura, a differenza del linguaggio, il prodotto di un’attività volontaria, ha bisogno di essere appresa con riferimenti precisi.

Gli insegnanti dovrebbero essere istruiti per “educare al gesto grafico”. La conoscenza di un metodo semplice e funzionale da parte loro, ridurrebbe nei bambini l’insorgere di cattive abitudini sia posturali che produttive. 

Un cattivo apprendimento, anche nel caso in cui non sfoci in una disgrafia, comporta sempre qualche disagio grafo-motorio. Circa 1 bambino su 5 ha problemi di scrittura. Questa percentuale potrebbe facilmente diminuire se al bambino si offrisse la possibilità di sviluppare automatismi corretti. 

Inoltre, durante il primo anno della scuola primaria di primo grado, al bambino viene spesso mostrata la lettera nella sua struttura morfologica con scarse indicazioni riguardo al MOVIMENTO corretto per la sua produzione. Questo purtroppo è sintomo del fatto che gli educatori danno molta più importanza alla forma e meno al MOVIMENTO.

I bambini si trovano costretti a inventare dei MOVIMENTI grafici, che spesso non risultano affatto funzionali. Lo scopo diviene unicamente quello di riprodurre la forma della lettera, a prescindere dalla motricità funzionale della sua strutturazione. Una lettera ovale può quindi essere riprodotta in senso orario o antiorario, senza che la sua forma sia, apparentemente, alterata. Ma è il MOVIMENTO corretto, nella sua direzionalità, che produce forme altrettanto corrette.  

Sin dall’inizio dell’apprendimento del modello corsivo è importante che vengano promossi gli automatismi nei legamenti, in modo da percepire l’insieme grafico come unità e non come giustapposizioni di tratti.

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